La scelta radicale del Kenya: bandito l’utilizzo delle buste di plastica

Inventato nel 1965, si è presto rivelato tra i massimo inquinatori del nostro pianeta e per questo messo al bando. Parliamo del sacchetto per fare la spesa, quel vecchio, grande e resistente bustone di plastica che ci evitava scene tragicomiche quando avevano necessità di comprare più del dovuto. Era comodo certo, ma inquinava mari, fiumi e corsi d’acqua ed era veramente difficile da smaltire.

Per questo, oggi, è stato sostituito dal gemello biodegradabile che però, diciamocelo apertamente, ci crea più disagi che vantaggi. Pur di tutelare il nostro piccolo grande mondo, però, dobbiamo valutare l’ipotesi di fare qualche sacrificio.

utilizzo buste di plasticaLo hanno capito anche in Africa, in Kenya in particolare, dove è stata messa al bando la produzione, l’importazione e anche soltanto l’utilizzo di qualunque tipo di sacchetto di plastica.

La decisione del governo keniota, che entrerà in vigore soltanto fra sei mesi, è stata annunciata a tre settimane dal lancio della campagna “Clean Seas initiative”, con cui l’Onu ha dichiarato “guerra” alla plastica. A darne notizia in questi giorni è stato l’Unep, il Programma ambientale delle Nazioni Unite, sul suo sito.

Si tratta di un annuncio significativo, visto che ogni anno in Kenya solo dai supermercati vengono distribuite circa 100 milioni di buste di plastica. Questi sacchetti sono una delle principali cause di danni ambientali e di problemi per la salute dell’uomo.

Uccidono pesci, uccelli e altri animali che li scambiano per cibo, inquinano i terreni agricoli, infestano le spiagge e altri luoghi turistici, forniscono terreno fertile anche per la proliferazione di zanzare veicolo di malaria e dengue, sottolinea l’Onu. Per questo, afferma Erik Solheim, capo dell’Unep, “il Kenya è un grande esempio”. Le buste di plastica rappresentano nel Paese la sfida numero uno per lo smaltimento dei rifiuti urbani, soprattutto per le comunità più povere.

Il vero problema del Kenya, ma ad onor del vero anche di molte altre nazioni bagnate dal mare e non, che milioni di tonnellate di plastica finivano negli oceani. Dati pazzeschi in quanto in Kenya il fenomeno è stato quantificato in 8 milioni di tonnellate di plastica finite in mare in un solo anno. Al ritmo attuale, secondo dati delle Nazioni Unite, nel 2050 in mare ci sarà più plastica che pesci.

In Africa Paesi come il Marocco e il Ruanda hanno già vietato le buste e nelle prossime settimane, sottolinea l’Unep, sono attesi altri annunci. In Europa simili iniziative, ma certo non così restrittive, in effetti sono in vigore già da molti anni. Usare un sacchetto di plastica non è certo un reato ma differenziando i rifiuti e suggerendo ai supermercati di utilizzare buste biodegradabili il problema è stato in parte risolto.

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