Investire in Borsa: attenzione al calo di Wall Street

I prossimi mesi si prospettano essere parecchio impegnativi per gli operatori finanziari e per chi intende giocare in borsa sfidando mercati messi a dura prova dagli ultimi avvenimenti politici. Le chiusure in negativo che negli ultimi giorni hanno colpito le maggiori Borse europee sono l’ennesimo segnale per chi intende investire in questo 2017.

A far scattare le vendite che hanno caratterizzato le giornate appena trascorse sono state senza ombra di dubbio le notizie arrivate dal fronte politico statunitense, in vista del voto di giovedì della Camera sull’eliminazione e sostituzione dell’Obamacare, la riforma sanitaria voluta ormai quasi sette anni fa dal’ex presidente Barack Obama.

investire in borsaIl monito lanciato recentemente da Trump ai membri del partito repubblicano è di fatto risuonato come una minaccia. Una sconfitta su questo fronte potrebbe del resto ritardare i piani del neo presidente sulla tanto attesa riforma fiscale promessa ai mercati durante la campagna elettorale e rilanciata a febbraio scorso.

I mercati hanno già reagito a molte delle promesse fatte da Trump, pertanto se queste dovessero essere disattese o ritardate o anche solo modificate in parte, è possibile che gli operatori riformulino le loro aspettative, facendo scattare le vendite, come è appunto avvenuto nei giorni scorsi a Wall Street (con relativo contagio per le Borse europee).

Il settore finanziario è quello che ha accusato di più il colpo, causa anche il calo dei rendimenti sui Treasury. Probabilmente qualche investitore inizia a pensare che il ritmo di rialzo dei tassi della Fed potrebbe subire rallentamenti se la riforma fiscale non dovesse arrivare entro il 2017. Considerazioni queste ancora troppo premature.

Ad ogni modo, è del tutto possibile che il movimento sia fisiologico dopo un simile rally, pertanto non c’è motivo di essere preoccupati. I dati macro continuano infatti ad essere solidi e le prospettive di crescita rimangono ancorate. Fino a quando l’S&P500 si mantiene sopra i minimi d’inizio anno, intorno area 2.250 punti, lo scenario non dovrebbe essere preoccupante. Solo un riposizionamento sotto tale livello potrebbe iniziare a impensierire gli investitori.

Nel frattempo abbiamo assistito a un tipico movimento di flight to quality, con le vendite sugli asset più rischiosi (equity e petrolio) che si sono tramutate in acquisti sugli asset percepiti più sicuri come oro (ai massimi da inizio mese), Treasury e yen. Per il resto della settimana sarà da monitorare il voto del Congresso sull’Obamacare, che potrebbe accentuare i movimenti visti recentemente.

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