Internet: il virus WannaCry arriva anche in Italia

Più di 200mila obiettivi in 150 Paesi diversi: sono questi i numeri del violentissimo attacco informatico su scala globale che nelle ultime settimane ha infettato decine di migliaia di computer con il ransomwareWannaCry“, uno dei virus più pericolosi da qualche anno a questa parte.

A riferirlo è stato Rob Wainwright, il direttore dell’Europol recentemente intervistato dall’emittente britannica ITV. È stata del resto proprio la Gran Bretagna uno dei Paesi, insieme alla Russia, più devastati dall’attacco, tanto da portare Wainright a parlare di una vera e propria “crescente minaccia” con possibili ripercussioni future e con altri assalti informatici alle porte.

il virus wannacryIl virus diffuso su internet da hacker di alto livello ha preso il controllo dei pc e dei file degli utenti infettati, che per essere “liberati” devono pagare un riscatto di 300 dollari da pagare unicamente in Bitcoin. Per il momento WannaCry, dopo il massiccio attacco nel regno Unito, è stato fermato da un ricercatore britannico di cybersicurezza di 22 anni, ma la minaccia non è debellata e si aspettano con apprensione nuove notizie.

WannaCry e tutte le sue eventuali varianti bloccano i computer infettati costringendo gli internauti colpiti a pagare per riottenere la decriptazione dei propri file. “Se volete decriptare tutti i file, dovete pagare“: questo il messaggio che gli infettati leggono sul proprio schermo.

A quel punto intervenire in qualche modo diventa quasi impossibile: i ransomware, infatti, infettano il computer e cifrano i dati con una password nota solo ai responsabili dell’azione criminale. Per evitare la catastrofe, è disponibile una patch da installare, la MS17-010, ma nei prossimi giorni potrebbe diventare insufficiente anche questa soluzione.

Ma da dove nasce WannaCry? Gli hacker responsabili avrebbero usato per il loro attacco un software messo a punto dalla Nsa statunitense, software che in seguito sarebbe stato fatto circolare in Rete da un gruppo che si fa chiamare “Shadow Brothers”, che dallo scorso anno parrebbe essere riuscito a mettere le mani su alcuni strumenti informatici dell’agenzia americana.

Continua intanto la vigilanza e arrivano nuovi consigli da parte della polizia postale. Quest’ultima – e in particolar modo il Centro nazionale Anticrimine Informatico per la protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC) – “sta costantemente analizzando il fenomeno, intensificando le attività di monitoraggio per “garantire la massima sicurezza delle infrastrutture informatiche del Paese. Dai primi accertamenti effettuati e dalle risultanze raccolte ad oggi, sebbene l’attacco sia presente in Italia dal primo pomeriggio di venerdì 12, non si hanno al momento evidenze di gravi danni ai sistemi informatici”.

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