Dieta vegetariana: una soluzione anche per i non vegetariani

Negli ultimi tempi, in tv, nei forum su Internet o sui social network, si arriva spesso a parlare di un vero e proprio “scontro ideologico” tra onnivori e coloro che decidono di votarsi alla causa vegetariana/vegana.

I toni, purtroppo, si riscaldano molto facilmente e furiosi litigi tendono a sostituirsi a discussioni più serie. Si parla in fondo di alimentazione, argomento che andrebbe affrontato con una certa calma e con la dovuta attenzione, senza ridurre tutto ad un banale “siamo meglio noi!” urlato a squarciagola e senza reale consapevolezza.

Iniziare una dieta dimagrante vegetariana, del resto, non significa sposarne necessariamente l’ideologia e la filosofia. Alcune persone potrebbero voler semplicemente godere delle proprietà benefiche di un regime alimentare perfetto per perdere qualche chilo di troppo senza danneggiare la propria salute, anzi arrivando possibilmente a migliorarla.

Dieta vegetarianaSi tratta sicuramente di una dieta impegnativa che non va affrontata alla leggera e senza i consigli di uno specialista che ci guidi, ma che in breve tempo può portare a risultati significativi e soddisfacenti per tutti.

Si parte, ovviamente, dall’eliminazione della carne, sia quella bianca che quella rossa, e del pesce. Nelle versioni non-vegane si possono salvare latte, uova e formaggi, da assumere però in quantità sempre più limitate mano a mano che ci si abitua al nuove regime alimentare. Vanno inoltre limitati i carboidrati complessi, favorendo invece il consumo dei cereali.

Abbondare poi con la frutta e soprattutto con la verdura, integrando il giusto apporto proteico consumando quanti più legumi possibile. Questi ultimi sono fondamentali: non bisogna infatti puntare tutto su uova e formaggi, poiché si rischia di far salire troppo i livelli di colesterolo maligno e dei grassi saturi, creando così degli squilibri dannosi all’organismo. Pasti quindi a base di fagioli, ad esempio, o lenticchie, e molte zuppe, tanti cereali e molto riso.

Non bisogna poi temere di andare incontro ad una dieta troppo monotona, noiosa e priva di sapori. Sembra quasi che escludendo la carne, i nostri pasti diventino tristi e ripetitivi. In realtà la varietà resta enorme e le ricette sono davvero tantissime, alla portata di tutti e per tutti i gusti. Senza contare la possibilità di scoprire tanti alimenti alternativi alla carne come quelli a base di soia, forse un po’ più costosi, ma dai sapori sorprendentemente simili.

Si può inoltre scendere a compromessi o diminuire l’apporto di proteine animali gradualmente, partendo da una dieta semi-vegetariana (piccole quantità di carne e pesce), passando poi per una versione ovo-vegetaria o lacto-vegetariana, fino, per chi vuole escludere del tutto gli alimenti di origine animale, a quella vegana. Tutti regimi sani, in grado di ridurre i grassi saturi e i livelli di colesterolo, ma che vanno iniziati e affrontati chiedendo il parere di un dietologo o di un nutrizionista, possibilmente specializzati in diete vegetariane, per evitare qualche grave carenza alimentare.

Tra queste, le più ricorrenti sono quelle di ferro (con relativo rischio di anemie), di proteine, di calcio e di vitamina B12 e vitamina D (nei vegani soprattutto). Niente di preoccupante se si consulta uno specialista, tutto si può evitare consumando legumi nel giusto quantitativo e utilizzando nel modo migliore frutta e verdura.

Il segreto sta nel dare il giusto equilibrio ai vari pasti, monitorando nel frattempo, e con estrema attenzione, l’apporto delle sostanze nutrienti necessarie. In questo modo non si avranno ripercussioni negative e potremmo godere al massimo delle capacità depuranti, antiossidanti e disintossicanti di un tipo di dieta che può far bene a tutti, siano essi onnivori o vegetariani convinti.

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