Colite, da cosa dipende e come curarla

Un abuso di alcol o cibo, stress, un momento di forte nervosismo: possono essere davvero molte le cause che portano alla colite, disturbo sempre più diffuso tra la popolazione. Migliaia le persone che ogni anno vengono colpite da questa infiammazione, dolorosa, fastidiosa e che abbassa notevolmente la qualità della vita.

Riconoscerla è facilissimo in quanto si concretizza in forti dolori e spasmi al basso ventre, diarrea alternata a stipsi, e non di rado è accompagnata da mal di testa o da flatulenza dolorosa quando non si riescono ad espellere i gas. Più tecnicamente possiamo dire che si tratta di un disordine funzionale dell’intestino, che porta spesso anche a sintomi quali il gonfiore e la tensione addominale.

colite come curarlaPer diagnosticarla, naturalmente, bisogna rivolgersi a un medico ma le indicazioni appena fornite possono essere un vademecum per capire con cosa si ha a che fare. Per curarla la dieta è estremamente importante ma spesso non basta. Bisogna stare attenti a qualunque tipo di alimento perché un eccesso di fibre, solo per fare un esempio, può aumentare la produzione di gas.

Tra gli alimenti da evitare assolutamente ci sono tutte le sostanze che hanno un’azione stimolante sulla motilità intestinale come la caffeina e la teina. Dato che gli alimenti principali che siamo solito assumere a colazione sono vietati per chi ha questa problematica, valide alternative possono essere tisane ritenute in grado di svolgere un’azione calmante nei confronti di dolorosi movimenti dell’intestino (camomilla, rosmarino, bacche di mirtillo, menta, finocchio, malva, timo).

Le modalità con cui può essere curata questa patologia sono moltissime e dipendono soprattutto dal tipo di colite contratta: c’è chi ha bisogno di lassativi, chi di antidiarroici o antispastici ma anche i procinetici, gli antidepressivi e gli ansiolitici. Talvolta si consiglia addirittura la psicoterapia o la fisioterapia. La dieta comunque è fondamentale, è essenziale condire poco tutto quanto si ingerisce; alcuni alimenti sono poi utili per alleviare i sintomi.

Tra i cibi consigliati ci sono: orzo, carote, finocchi, zucca, mele, patate e pesce. Allo stesso modo c’è anche un elenco di cibi sconsigliatissimi perché vanno ad acuire i sintomi tipici e fastidiosi ovvero  carciofi, broccoli e cavoli, aglio, cipolla, legumi (a meno che non siano decorticati), spezie, latte e i latticini, ad eccezione dello yogurt, zucchero, alcool, caffè e yogurt.

Osservare una dieta attenta in questo senso, può essere particolarmente utile ad evitare che un episodio sporadico, benché estremamente dolorosi, si converta in un fastidio cronico difficilmente risolvibile.

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