Aumentano le malattie causate dai cambiamenti climatici

La nostra salute è continuamente minacciata da fattori esterni sui quali, purtroppo, abbiamo un controllo spesso troppo limitato. Quando però siamo noi stessi la causa di alcuni di questi fattori, bisogna correre assolutamente ai ripari, cercando il più possibile di limitare i danni.

È il caso dei sempre più violenti cambiamenti climatici che stanno mutando drasticamente il nostro pianeta e il nostro modo di vivere, con ripercussioni davvero preoccupanti anche sulla nostra stessa salute fisica.

cambiamenti climatici

A dirlo è stata l’epidemiologa Flavia Bustreo, dal 2010 vicedirettore generale per la Salute della famiglia, delle donne e dei bambini dell’Organizzazione mondiale della sanità, che in una recente intervista ha tracciato un quadro non poco allarmante. Secondo la dottoressa Bustreo i cambiamenti climatici

possono avere delle conseguenze sulla salute della popolazione mondiale, con particolare riferimento ai soggetti più deboli: donne, bambini e anziani. Il cambiamento climatico sta già influenzando la diffusione dei vettori di alcune malattie. Nell’altopiano dell’Etiopia e del Kenya è stata rilevata la presenza delle zanzare che trasmettono la malaria ad altitudini dove si sono mai trovate prima, a causa dell’innalzamento delle temperature. Alcuni nostri studi suggeriscono che anche l’esplosione dell’epidemia Zika sia stata favorita dal fenomeno meteorologico del Niño. Un’altra conseguenza del recente cambiamento climatico è l’insicurezza alimentare. In alcuni Paesi stiamo assistendo a periodi di siccità protratta che causano perdita di raccolti e quindi malnutrizione, soprattutto nei bambini.

La dottoressa Bustreo sostiene che i due Paesi con il più alto livello di inquinamento atmosferico sono l’India e la Cina, dove bisognerebbe intervenire su alcuni gravi comportamenti dell’uomo come ad esempio l’incenerimento a cielo aperto dei rifiuti, che produce inquinamento chimico e polveri sottili.

Con il governo indiano stiamo studiando un piano di controlla, spiega la Bustreo. È più difficile intervenire negli agglomerati informali periurbani o gli insediamenti dove vivono i profughi, dove l’incenerimento a cielo aperto è diffusissimo. Nel sud del mondo sono in aumento anche le patologie legate al contatto con i rifiuti elettronici.

Ma il problema è anche italiano: “Il problema della qualità dell’aria riguarda tutti”, conclude la dottoressa, “anche nella pianura padana i livelli di polveri sottili sono sempre oltre la norma. Oggi lo sviluppo sociale e ambientale è in totale subordinazione di priorità rispetto alla crescita economica. Finché i governi prenderanno decisioni solo con la finalità di aumentare il Prodotto interno lordo sarà difficile mettere al primo posto il diritto alla salute”.

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