Appuntamento a Firenze per il G7 della cultura

Il 30 e 31 marzo 2017 avrà luogo a Firenze, nell’ambito della presidenza italiana del G7, la riunione dei ministri della Cultura dei Paesi appartenenti all’esercizio. Si tratta della prima riunione in assoluto nella storia del G7, che l’Italia ha in programma di realizzare nell’intento di porre al centro delle politiche di governo la cultura ed il patrimonio culturale. La riunione si articolerà in due giorni di lavoro e verrà data priorità al tema della protezione del Patrimonio culturale, al traffico illecito ed alla cultura quale strumento di dialogo fra i popoli. Continua dunque lo sforzo del governo italiano per portate all’attenzione globale il tema della cultura come strumento di integrazione, di crescita, e di sviluppo sostenibile.

g7 della culturaCosì il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha presentato l’importantissimo meeting che si terrà tra qualche settimana a Firenze, un incontro fondamentale per parlare di beni culturali, della loro tutela e della loro valorizzazione.

Temi centrali, ma spesso lasciati da parte. Non questa volta però: la due giorni fiorentina sarà infatti l’occasione giusta per far partire un dialogo internazionale che non si spenga sul nascere e che sia in grado di portare i suoi frutti.

Per l’occasione, il maestro Riccardo Muti, già alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, tornerà all’Opera di Firenze con un concerto straordinario previsto per il 31 marzo. Nel nuovo teatro dell’Opera il maestro Muti aveva già diretto la sua Orchestra Giovanile Cherubini in un concerto nel dicembre 2014.

Nei giorni del summit due saranno gli eventi che vedranno il Maestro sul podio: quello del 30 in occasione dell’apertura dei lavori a Palazzo Vecchio, con un concerto dedicato esclusivamente ai partecipanti al vertice, e quello del 31 marzo alle 20, all’Opera di Firenze, aperto al pubblico.

Il mio compito è di continuare a credere che la musica è una delle possibilità maggiori nel mondo per unire popoli di diverse culture, di diversa religione, di diverse etnie. Questo l’ho sperimentato attraverso i miei tanti viaggi all’estero. Il mio compito è quello di portare nei miei viaggi una possibilità di sinfonia, che significa suonare insieme, sentire insieme.

Queste le parole del maestro Muti: Al di là di quello che sarà lo scacchiere del mondo, la musica non è mai partigiana di nessuna posizione. Chiunque, in qualsiasi parte del mondo, dovesse ricorrere a limitare il corso della cultura, e quindi della musica, commetterebbe un’azione anti-sociale e addirittura pericolosa.

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