Alimentazione: gli effetti della dieta mediterranea sulle terapie anti-dolore

L’alimentazione risulta essere un valido aiuto per prevenire e combattere le patologie dolorose.

È stato questo il tema del Congresso Internazionale di anestesiologia Simpar-Isura, tenutosi a Firenze dal 29 marzo al 1 aprile e organizzato e presieduto da Massimo Allegri, ricercatore all’Università di Parma e specialista in anestesia rianimazione e terapia del dolore.

effetti dieta mediterraneaHanno partecipato al congresso 1.200 medici e ricercatori, metà italiani e metà stranieri, per discutere delle scoperte scientifiche e tecnologiche recenti e dei diversi argomenti relativi alla gestione del dolore cronico.

Gli specialisti sostengono che la dieta mediterranea, offrendo un equilibrato rapporto di proteine, lipidi e carboidrati, contribuisce a ridurre l’infiammazione e gli stati dolorosi.

Questa dieta, -afferma Manuela De Gregori, biologa nutrizionista della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia-, può essere utilizzata sia per le terapie cronico oncologiche che per quelle benigne, ma anche per i pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico o per chi ha già subito un intervento. Gli sbagli alimentari dovuti alla mancanza di un’educazione alimentare influiscono tantissimo sulla gestione del dolore stesso.

La dieta mediterranea, -spiega inoltre Maurizio Marchesini, anestesista e terapista del dolore all’Aou di Parma-, ha la caratteristica di escludere o di ridurre alimenti con proprietà pro-infiammatorie. La tendenza attuale per chi non rispetta un piano nutrizionale programmato e attento è quello di incorrere in un accumulo di calorie e grassi, che hanno una correlazione con l’infiammazione e con lo sviluppo del dolore. Quindi il dolore nelle ginocchia non è causato solo dal sovrappeso, ma dalla quota di sostanze infiammatorie legata alla cattiva alimentazione, che danneggia le articolazioni stesse. Lo dimostra il fatto che persone in sovrappeso hanno dolori anche alle piccole articolazioni, come le mani, in cui il peso non ha nessun ruolo.

Sicuramente, -aggiunge De Gregori- una dieta ricca di frutta e di verdura è antinfiammatoria, ma questo non significa che bisogna escludere tutti gli altri alimenti, come carne e pesce. Bisogna scegliere ponderatamente tutti gli alimenti presenti in natura, bilanciarli ogni giorno con tutto quello che viene acquisito dal paziente. Non è solo una questione di quantità, ma anche di qualità.

Gli specialisti sconsigliano gli alimenti pro-infiammatori, come quelli con le farine raffinate, che andrebbero sostituite con le farine integrali.

Raccomandano inoltre di limitare il consumo di carni rosse, come salumi e insaccati, oltre che di zucchero raffinato e sale. Per insaporire i piatti possono invece essere utilizzate le spezie, che possiedono importanti proprietà antinfiammatorie.

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