Tutti i luoghi sacri sono stati edificati dopo una profonda riflessione e una scelta ben precisa. Prendiamo, per esempio, le piramidi egiziane. Sono i luoghi sacri di un’antica civiltà ormai scomparsa. Un fatto molto interessante è che all’interno di queste costruzioni c’è l’oscurità più completa… al punto che perfino durante il giorno è impossibile entrarci. Si potrebbe pensare che la gente usasse torce o lampade a olio, ma non sono state trovate tracce di fumo sulle pareti o sui soffitti. Prova ad accendere una piccola lampada olio o a cherosene a casa tua: in breve scoprirai che sul muro si forma un alone nero. Se gli egizi avessero usato delle torce, da qualche parte se ne sarebbero trovate le tracce! I percorsi all’interno delle piramidi sono molto lunghi e vanno a zigzag e, visto che il buio è molto profondo, esistono solo due possibilità: la prima è che potesse esistere l’elettricità, ma per avvallare questa ipotesi non è stato trovato nessuno strumento, nessun accessorio, né una fonte di energia. E la seconda è quella che ho appena confutato, cioè che si usassero delle torce. Siamo di fronte a un vero enigma: come ci si poteva muovere all’interno di una piramide? Se nessuno ci andava, come alcuni suggeriscono, perché sono stati costruiti tanti percorsi?
Al suo interno ci sono scale, cunicoli, antri, sale: è una costruzione alquanto elaborata! Lo spazio fa pensare alla presenza di molte persone: una piramide ne può accogliere moltissime; vi sono anche strutture per sedersi: ma a che scopo? Questo enigma non è di facile soluzione: per noi è inconcepibile, non capiamo a che scopo quelle immense costruzioni furono erette. Di solito, la gente pensa che fossero solo un capriccio di qualche faraone. In realtà si tratta di luoghi sacri. La verità è questa: quando una persona sperimenta nel giusto modo il proprio fuoco interiore. Il suo corpo inizia a emettere una luminosità. La radiazione di quella luce inferiore mostra il cammino. Ecco perché non venivano utilizzate né elettricità né torce, venne semplicemente usata la luce del corpo.
Una simile luce può essere emessa solo da una persona che ha operato speciali esperimenti con l’elemento fuoco; quindi, potevano entravi solo coloro che erano in grado di camminare senza difficoltà nel buio, rischiarati da quel tenue lucore: questa era la prova finale della loro realizzazione e dava loro diritto a entrare in quei luoghi sacri. All’inizio del 1900, quando per la prima volta si iniziò a studiare l’interno di una piramide, un membro della spedizione si perse in quei cunicoli. Fu cercato in ogni angolo; si pensò che si fosse addentrato nelle zone più profonde e più buie e venne utilizzato un riflettore. Non ci fu nulla da fare: per ventiquattro ore non lo si vide più. Il giorno dopo, verso le due di notte, uscì dalla piramide correndo, era quasi impazzito, e disse: “Stavo cercando la strada nel buio, quando ho trovato un’apertura. Sono entrato e immediatamente ho sentito una porta chiudersi dietro di me. Quando mi sono voltato, la porta era già chiusa: una pietra pesantissima era scivolata verso il basso al mio passaggio. Mi sono messo a urlare e a lamentanni, ma non c’era altro da fare che proseguire… ho visto cose meravigliose! Indescrivibili!” . E’ certo che fosse rimasto nella piramide un giorno ed era ovvio che sembrasse quasi pazzo, per cui nessuno credette a ciò che raccontava. L’intera spedizione cercò di trovare quella porta, ma invano. Lo scienziato non fu in grado di mostrare il punto d’accesso, né quello da cui era uscito. La conclusione fu che era svenuto o si era addormentato e aveva sognato. Tuttavia, venne annotato tutto ciò che disse di aver visto.
Qualche tempo dopo, mentre quello stesso gruppo stava proseguendo le sue ricerche, furono trovati dei papiri in cui erano descritte le stesse cose riferite dallo scienziato che si era perso. Ovviamente furono fatte delle ipotesi: si pensò che quelle cose dovessero essere effettivamente presenti, in alcune stanze chiuse, che si aprivano solo sotto l’influenza di una persona che si trovava in uno stato psichico particolare. Probabilmente, per pura coincidenza, la psiche dello scienziato si era trovata inconsciamente in sintonia con quel congegno, che si era aperto. Non poteva essere diversamente, visto che quella porta si era aperta solo davanti a lui. Tutti i luoghi sacri occulti hanno delle soglie e vi sono dei preparativi da fare, interiormente, per arrivarci: esistono delle regole interiori da rispettare poiché in quei luoghi sono presenti elementi che, se utilizzati nel giusto modo, possono dare alla consapevolezza uno slancio verso l’assoluto. Ad esempio, tutte le stanze delle piramidi sono costruite secondo certe regole. Non ti sei mai reso conto che, passando sotto un tetto basso, anche se è a mezzo metro sopra la tua testa, qualcosa in te si contrae, si comprime? Di fatto, non c’è nulla che ti comprima, tuttavia in te qualcosa si sente compresso. Viceversa, se passi in una stanza che ha il soffitto molto alto, hai la sensazione che qualcosa in te si espanda, interiormente. E’ una sensazione che può essere utilizzata. Ad esempio, si può costruire la sala di meditazione in modo da renderti più facile meditare. Chi costruì quegli edifici rivela di aver scoperto i requisiti necessari per facilitare la meditazione: quelle stanze possono essere usate per aiutarti sia a espandere, sia a contrarre la tua consapevolezza. Nei secoli questi espedienti aiutarono gli iniziati a evolvere la propria coscienza. 1 Fu così che gli scienziati cominciarono a osservare le forme delle piramidi: in quella stessa forma doveva esserci qualcosa … e ora vengono costruite piramidi per meditare, piccole piramidi in alluminio. Ti siedi all’interno e, all’improvviso, ti scopri più vivo, più silenzioso.
Creeremo nuovi edifici a forma di piramide per coloro che meditano. Perfino chi vive nelle piramidi constata di ringiovanire … gli scienziati non potevano crederci, ma loro stessi scoprirono di sentirsi più vivi dentro la piramide che non fuori. Qualcosa accade, la forma stessa della piramide è quel qualcosa. Le piramidi furono create dai mistici egiziani in base a scritture molto antiche provenienti da Atlantide, il continente sprofondato nell’oceano a causa di una catastrofe naturale, oppure per la stupidità dell’uomo. Ad Alessandria d’Egitto si era salvato tutto quanto aveva valore delle tradizioni dei continenti Lemuria e Atlantide. La biblioteca di Alessandria era vastissima, forse era la più grande biblioteca del mondo, ma i mussulmani del califfo Omar la bruciarono. 2
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