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Nuovo libro: “La verità sui cerchi nel grano”

Quando ho saputo dell’uscita di questo libro il primo pensiero è stato: “L’ennessimo sui cerchi …”, immaginando il solito guazzabuglio di tematiche “new age”, affermazioni incontrollate ed incontrollabili, speculazioni selvagge e ragionevolezza ridotta al lumicino.

Fortunatamente mi sbagliavo. Questo ponderoso lavoro (400 pagine) di Leonardo Dragoni fornisce un’ampia disamina delle numerose e variegate ipotesi che sono state presentate nel corso del tempo per spiegare un fenomeno sicuramente singolare e che è penetrato profondamente nella cultura popolare moderna.

Fin da quando apparvero i primi cerchi nel 1981 in Inghilterra, allora oggetto di interesse per una ristretta cerchia di appassionati di ufologia e di fenomeni misteriosi, pensai che non avessero una relazione diretta con gli UFO. L’idea (suffragata anche dai contatti che ebbi all’epoca con Tearance Meaden, il meteorologo che si occupò per primo della questione, supponendo un po’ troppo entusiasticamente che si trattasse di un qualche nuovo tipo di fenomeno meteorologico) mi derivava dall’interesse che all’epoca avevo sviluppato per le tracce al suolo. Una piccola quantita’ di avvistamenti, oggi praticamente scomparsa, riferiva la presenza di tracce fisiche riscontrate su suolo o vegetazione. Una parte di essi contemplava la scoperta di tracce senza alcuna osservazione diretta di quello che poteva essere etichettato come un “fenomeno UFO”. La maggior parte di tali “tracce senza UFO” (che all’epoca classificavamo come “tracce isolate”) erano di forma circolare e venivano trovati sull’erba o in mezzo a campi coltivati. Famoso il caso australiano di Tully, a seguito del quale qualcuno cominciò simpaticamente a parlare di “UFO nests”, cioè di nidi degli UFO. Peccato che di UFO non se ne vedevano a produrre tali tracce. Ma essendo gli UFO (i dischi volanti) rotondi nell’immaginario popolare ed essendo tali tracce inusuali anch’esse rotonde, chi le scopriva era indotto subito a pensare che fosse atterrato proprio uno di quei “dischi volanti”!

Per questo e per altre considerazioni ero convinto all’epoca, ed oggi ancora di più, che non esisteva alcun rapporto evidente tra quelle tracce e gli UFO. Quando arrivarono i “crop circles” e, anno dopo anno, diventarono sempre più numerosi, bizzarri e popolari, la mia opinione non cambiò. Anzi, si rafforzò.

Confesso di essermi interessato poco all’argomento, proprio perchè non l’ho mai considerato legato all’ufologia, ma piuttosto una sua “mutazione”, che è presto diventata un filone autonomo, complesso, frammentato ed irrazionale tanto quanto l’intero argomento ufologico.

Sebbene vi sono già stati in Italia ottimi lavori che hanno cercato di affrontare l’argomento in modo serio, documentato ed equilibrato (penso a Margherita Campaniolo e a Francesco Grassi), spesso scatenando forti reazioni da parte di chi non voleva vedere assolutamente messe in dubbio le proprie convinzioni, il lavoro di Dragoni è un importante, ben realizzato ed interessante contributo per meglio conoscere l’intera materia, soprattutto dal punto di vista delle interpretazioni proposte.

Sorvolando sulla premessa dell’editore e saltando la prefazione, la lettura del libro è certamente da consigliare. Oltre a nove capitoli dedicati ad altrettanti ipotesi interpretative per i cerchi nel grano, Dragoni prende in considerazione, dedicando loro un ampio resoconto, nove casi italiani e stranieri che ritiene particolarmente significativi. Le interviste agli “esperti” italiani meritano di essere lette …

Il supporto iconografico è abbastanza ampio, mentre avrei accolto con favore una esaustiva bibliografia sull’argomento, quantomeno per lo scenario italiano, così da rendere ancora più completo questo meritevole lavoro.

Maurizio Verga

http://www.ufo.it/ufologia/articles/nuovo-libro-la-verit%C3%A0-sui-cerchi-nel-grano.html

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